sabato 23 febbraio 2019

Philosophia Naturalis: Una possibile nuova prova del moto di rivoluzione della terra - di P. Pasqualucci



Philosophia  Naturalis :  Una possibile nuova prova del moto di rivoluzione della terra  -  di Paolo  Pasqualucci[1]

Conosciamo tutti le tradizionali prove del moto terrestre di rivoluzione attorno al Sole.  L’intento di questo mio breve intervento è quello di proporre la seguente nuova prova:  quando l’orbita leggermente ellittica della Terra è al suo perielio (ossia nel punto più vicino al Sole), il Sole, come visto dalla Terra, deve apparire leggermente più grande di come appare quando la Terra è all’afelio (ossia, nel punto della sua orbita più lontano dal Sole).  Questa differenza nella magnitudine apparente del Sole come visto da noi, si può spiegare solo ammettendo che la Terra giri attorno al Sole, descrivendo un’orbita che non è una perfetta circonferenza: se lo fosse, l’immagine del Sole ci apparirebbe sempre uguale a se stessa.

Può esser utile ricordare le prove tradizionali del moto di rivoluzione della Terra.

1. Prove tradizionali del moto di rivoluzione della Terra attorno al Sole.
1.  La misurazione dell’aberrazione stellare (1725).
2.  La misurazione della parallasse stellare (1838).
3.  L’ effetto Doppler nella misurazione della velocità delle stelle, come rilevata dallo spettro di emissione.

Ulteriori prove si rinvengono ad opera delle seguenti considerazioni, occasionalmente proposte:
a. L’enorme sproporzione tra la massa e il raggio del Sole e la massa e il raggio della Terra.  La massa del Sole totalizza: 1.991030  Kg = 1.990 milioni di miliardi di miliardi di tonnellate =  333.000 masse terrestri.  Il suo raggio misura:  6.96105 km = 0,696 milioni di km = 109 raggi terrestri; ossia, 696.000 km.  Il raggio della Terra misura:  6.370 km; la sua massa:  6.000 miliardi di tonnellate[2].  Pertanto il diametro del Sole misura 1.392.000 km mentre quella della Terra è di 12.740 km solamente.
Paragonata alla massa e alla mole del Sole, la Terra è solo un piccolo punto.  Date simili misure, dimensioni e proporzioni, come potrebbe il corpo molto più grande e più pesante (il Sole), orbitare attorno a quello incomparabilmente più leggero e più piccolo (la Terra)?  Come potrebbe una pulce come la terra attrarre il colossale gigante che è il Sole in modo da provocarne la rotazione attorno a quella pulce?  Un moto di rivoluzione di questo tipo sarebbe contrario alle leggi di natura note, le quali dimostrano, sin dal tempo di Galileo, che la piccola Venere orbita attorno al Sole e le piccole quattro lune orbitano attorno  al massiccio Giove;  esse mostrano che è il corpo celeste più piccolo ad orbitare attorno a quello molto più grande, non il contrario.
b. L’inclinazione di 23,5  gradi dell’asse di rotazione della Terra sul piano dell’eclittica, causa principale del mutamento delle stagioni.  Questi due fenomeni, tra loro collegati, non sarebbero possibili se la Terra non orbitasse attorno al Sole.
c.  La traiettoria dei satelliti in orbita. L’orbita della Terra attorno al Sole è regolarmente usata come  parametro per calcolare efficacemente la traiettoria dei satelliti lanciati dalla Terra.
d. La provata, totale assenza delle sfere celesti, che in passato si riteneva trasportassero incastonati il Sole e i Pianeti al di sopra e attorno alla Terra.  Già l’interpretazione corretta del periodico ed eccentrico moto delle comete rendeva quest’ipotesi insostenibile.  Al nostro tempo, abbiamo visto che Sonde Spaziali  lanciate dalla Terra, ad esempio Voyager 1, nonostante abbiano attraversato l’intero sistema solare e continuino a viaggiare al di là di esso alla velocità di 17,46 km/s, non hanno mai trovato traccia di qualcosa come una sfera celeste né vi siano andate a sbattere contro.  Il Voyager 1 fu lanciato il 5 settembre 1977 ed è ancora operativo dopo 41 anni, 3 mesi e 6 giorni all’11 dicembre 2018.  Il 25 agosto 2012 ha lasciato il sistema solare, inoltrandosi nello “spazio interstellare”.  Il 4 giugno 2018 si trovava alla distanza di 142, 31 unità astronomiche dal Sole (21, 289 miliardi di km)[3].

2.  La nuova prova da me proposta, si basa sull’apparente differenza di magnitudine tra le due immagini del Sole, come viste dalla Terra, al perielio e all’afelio.
Non ho mai trovato da nessuna parte la prova che sto proponendo.  Se mi sono sbagliato, me ne scuso in anticipo nei confronti dei miei possibili antesignani.  In ogni caso, credo sia una buona cosa riproporre (se questo è il caso) una dimostrazione così lineare, soprattutto in un’epoca come la nostra, quando molti sembrano credere che scegliere tra eliocentrismo e geocentrismo sia al fondo una questione di mera convenienza.
Sappiamo che l’orbita della Terra attorno al Sole è un quasi cerchio – una forma elissoidale la cui eccentricità orbitale media è 0,017 – onde la sua distanza dal Sole non è sempre la stessa, come dovrebbe essere se l’orbita fosse un perfetto cerchio[4].    La distanza media della Terra dal Sole è di 149.600 milioni di km.  Più precisamente, consiste di circa 147 milioni di km nel punto più vicino (perielio, dall’1 al 5 gennaio) e di circa 152 milioni di km nel punto più lontano (afelio, dal 2 al 5 luglio).  La velocità media della Terra è calcolata in 108.000 km/h, risultando in una velocità media di 29, 78 km/s:  30, 29  km/s al perielio, 29,29 km/s all’afelio.  Fra i due punti orbitali menzionati c’è una differenza di circa 5 milioni di km.  Questo fatto dovrebbe influire sulla nostra immagine del Sole.  Voglio dire, sulla sua magnitudine  come appare a noi:  all’afelio  il globo solare dovrebbe apparirci leggermente più piccolo che al perielio.
E difatti, la differenza appare in modo del tutto chiaro sottoponendo ad accurato confronto due foto del Sole, prese dal dr. Peter Lowenstein, geochimico in pensione e abile fotografo, scattate rispettivamente al perielio e all’afelio.  In questo fatto del tutto certo vedo una conferma della mia ipotesi e ne desumo, pertanto, che la differenza visiva nella magnitudine del Sole come appare a noi, si può spiegare solo ammettendo che la Terra orbiti attorno al Sole.  Abbiamo un’ulteriore prova del moto della terra e un’ulteriore conferma della prima legge di Keplero (“Tutti i pianeti  si muovono su orbite ellittiche, con il Sole in uno dei fuochi”).
Se le due immagini del Sole dovessero apparire perfettamente uguali, ciò vorrebbe semplicemente dire che l’orbita della Terra è perfettamente circolare e che la prima legge di Keplero non si applica alla Terra.
All’opposto, se fosse il Sole in orbita attorno alla Terra, la sua immagine dovrebbe apparirci di magnitudine sempre uguale:  non ci sarebbero né perigeo ipogeo, gli equivalenti del perielio e dell’afelio applicati alla (ipotetica) diversa posizione di un Sole in orbita attorno alla Terra.  In effetti, data l’enorme differenza delle rispettive masse, saremmo costretti ad escludere ogni possibile attrazione gravitazionale dalla Terra al Sole.  Perciò, l’unica ipotesi possibile sarebbe allora quella della sfera celeste dell’antica cosmologia: una sfera che agirebbe come una cupola incorporante il Sole, che trasporterebbe con moto rotatorio attorno ad una Terra completamente immobile, posta al centro della sfera stessa.  In conseguenza di tale moto, l’immagine del Sole, come vista dalla Terra, dovrebbe apparirci sempre uguale, senza variazione alcuna, dal momento che il moto rotatorio di una sfera cosmica del genere non ammetterebbe alcuna inclinazione sul suo asse, sia verso la terra (perigeo) che allontanandosi da essa (apogeo).  Ma è impossibile che le antiche sfere eteree risorgano, di contro alla vasta conoscenza empirica e teorica che ora abbiamo del nostro eliocentrico sistema solare e dell’universo.
Il dr. Peter Lowenstein ha scattato due foto.  Per via delle condizioni meteorologiche, le ha scattate appena pochi giorni dopo un perielio, nel gennaio 2016, e dopo un afelio , nel luglio del 2017.  Successivamente, ha creato una “immagine composita”, mettendo una foto sopra l’altra.  L’immagine composita mostra “in modo inequivocabile” la differenza nella dimensione del Sole come vista dalla Terra, durante la nostra orbita annuale.  Si vede “un margine grigio attorno al Sole”, in realtà ciò che si vede (solo  l’orlo) della foto del perielio, una volta sovrappostavi quella dell’afelio.  La presenza del margine mostra che, come visto nei nostri cieli, “il sole è al perielio più grande del 3,6 %  di quanto sia all’afelio, una differenza impossibile a scorgersi ad occhio nudo”[5].   

Paolo  Pasqualucci,  23 febbraio 2019

Fonte :  iterpaolopasqualucci.blogspot.ie


[1][1] Riproduco qui, con alcuni lievi ritocchi, il testo da me scritto e pubblicato in inglese il 15 dicembre 2018 sul blog: iterpaolopasqualucci.blogspot.ie, con lo stesso titolo:  Philosophia Naturalis:  A possible new proof of Earth’s revolving motion around the sun, by P. Pasqualucci.  
[2] Ester Antonucci, Dentro il sole, il Mulino, Bologna, 2014, pp. 16-17.
[3] Voyager 1, en.wikipedia.org/wiki/Voyager_1, p. 1/16.  L’unità astronomica (AU) è “un’unita`di lunghezza, inizialmente costituita dalla distanza media della Terra dal Sole ma ora elaborata in modo più tecnico (Oxford Dictionary of Astronomy, 2nd ed. revised, 2012, voce: Astronomical Unit (AU), con la definizione più tecnica). Traduzione mia.
[4] Eccentricità (e).  “È la misura della forma di un’orbita, ossia di quanto diverga dall’esser un cerchio.  Se e = 0, l’orbita è un perfetto cerchio.  Se è meno di 1, l’orbita è una ellisse; quanto più vicina ad 1, tanto più oblunga appare l’ellisse.  Se e = 1 , l’orbita è una parabola; se e è maggiore di 1, l’orbita è un’iperbole.  Le orbite dei pianeti e dei satelliti più grandi sono delle ellissi con piccola eccentricità.  L’eccentricità è uno degli elementi di un’orbita (Oxford Dictionary of Astronomy, voce:  Eccentricity (e).  L’eccentricità dell’orbita della Terra è molto piccola.  È calcolata a circa 0,017” (Oxf. Dict., cit., voce:  Earth. Traduzione mia).  Per i dati sulla Terra, vedi, tra altre fonti di scienza popolare, i seguenti:  Earth’s Orbit .en.wikipedia.org/wiki/Earth;  windows2universe.org/[…]eccentricity ; How do we know that the earth revolves around the sun ?/scienceline.ucsb.edu/getkey etc. (Question Date:  1998-01-08).    
[5] Here’s how much smaller the sun looks at aphelion/Today’s image, published by earthsky-org/todays-image/composite-image-size of-sun-aphelion-perihelion, two pages, published on July 9, 2018.  In the site www.eyes-on-the-skies.org/Solar Robotic Telescope Observatory, ho trovato l’intestazione: Comparison of the Sun’s apparent size on our orbit far (aphelion) and near (perihelion) points, datata 13 luglio 2006, ma il mio vecchio computer portatile non è riuscito ad accedervi.