sabato 17 dicembre 2016

Perche' questo sito - nota al lettore


Perche'  questo  sito
-  nota al lettore

Data la mia imperizia con il computer non sono riuscito a stampare questa  "nota al Lettore", che pubblico invece adesso.  
Il presente  e' dunque il sito (blog-spot) di Paolo Pasqualucci, filosofo, italiano, nato a Roma settantacinque anni fa.  Sono stato spinto a fornirmi di un "blog" innanzitutto per poter tentare di impostare un discorso filosofico di un certo tipo, volto cioe' alla rivalutazione e per cosi' dire rinascita dei concetti tradizionali della metafisica classica, cominciando appunto da quelli dell'essere e della sostanza. E pertanto, da Aristotele, ristudiato non come filosofo della prassi (come e' avvenuto negli anni passati in Germania, per esempio) ma proprio come metafisico.  
Di fondamentale importanza e' senza dubbio la sua elaborazione del concetto della "sostanza", in relazione a quello dell'essere.  Tale concetto e' oggi rinnegato, si e' convinti che la Fisica ne abbia dimostrato  l'illusorieta'.  La realta' altro non sarebbe che un coacervo di particelle, di "stati quantici", masse sterminate di energia che si coagulano casualmente in corpi e forme determinate. L'essere, che a noi empiricamente appare ben determinato nelle sue forme concrete e corpose, dalla piu' piccola alla piu' grande, dalla cellula all'enorme stella, altro non sarebbe che il regno dell'indeterminato:  "questo mondo strano, variopinto e stupefacente che esploriamo, dove lo spazio si sgrana, il tempo non esiste e le cose possono non essere in alcun luogo..." (Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica, Adelphi, Milano, 2014, p. 84).  Ma il "non essere" non sembra esser diventato la caratteristica intrinseca di "questo mondo strano e variopinto"?  Se lo spazio e il tempo si dissolvono e le cose "possono non essere in alcun luogo", allora?  Che realta' descriviamo?
Se queste sono le caratteristiche con le quali appare a noi il mondo delle particelle, che costituirebbe il sostrato del reale di cui parlavano gli antichi filosofi, perche' la scienza non cerca di capire come mai questo sostrato venga ad organizzarsi nella realta' ordinata, proporzionata, definita e regolamentata che ben conosciamo?  Gli "stati quantici" della materia-energia non costituiscono forse solo materiale da costruzione?  Rifiutando di connettere il "materiale" alla forma compiuta che appare nella costruzione, la scienza attuale si rifiuta alla comprensione della realta' e rende il mondo incomprensibile a tutti, ne fa un bislacco tourbillon, senza senso alcuno.  Un  s e n s o  il mondo pero' ce l'ha, altrimenti non sarebbe un mondo ordinato.  Cercare di dimostrare che l'ordine della natura e' in realta' disordine (l'immagine suggerita dal prof. Rovelli e' appunto quella del disordine, del caos primigenio) non conduce in nessun luogo. 
Il discorso si allarga mentre volevo fare solo una "nota per il lettore".   Il presente sito vuol dunque dedicarsi in prevalenza alla filosofia, nei suoi vari aspetti, e quindi (almeno nelle intenzioni) non solo metafisica nel senso tradizionale, pur dando la prevalenza a quest'ultima.  E senza escludere ovviamente altri importanti argomenti degni di riflessione, come la storia o la politeia.
Tutto questo, ripeto, in teoria.  L'organizzazione del sito e' ancora rudimentale.  Non sono al momento in grado di gestire eventuali commenti.  Per ora e' un monologo mio.  Poi si vedra', una volta che io mi sia impadronito del funzionamento della "macchina", e abbia ovviamente messo un po' di carne al fuoco speculativo, con una serie di "post".  Sarei molto contento se si sviluppasse una discussione costruttiva su temi fondamentali della filosofia.
Con l'occasione invio ai miei potenziali "ventiquattro lettori" i miei piu' cordiali auguri di un felice Santo Natale e di Buon Anno Nuovo.  
Paolo Pasqualucci
17 dic. 2016 


3 commenti:

Giorgio ha detto...

Gent.mo professor Pasqualucci,

per quanto possa sembrarLe strano i Suoi interessi sono molto simili ai miei.
Anch'io sono piuttosto "antimoderno" anche se privilegio l'asse platonico della filosofia di ogni tempo rispetto a quello aristotelico.
Tuttavia, non condivido la Sua posizione tradizionalista in campo cattolico, se l'ho ben intesa, sulla quale abbiamo già avuto modo di dialogare altrove.
Mi permetto di rinviarLa a una più approfondita discussione della mia prospettiva, che trae spunto proprio da quella nostra conversazione.
Cfr. http://www.platon.it/teoria/idealismo-e-religione/come-dio-ha-incontrato-il-mondo/che-significa-essere-cattolici/
Sarei ovviamente lieto di ricevere un suo commento, anche fortemente critico, alla mia posizione.
Cordiali saluti.
Giorgio Giacometti

P.S. Non Le chiedo di pubblicare questo commento (sarebbe isolato e fuori tema), ma non ho trovato altro modo di contattarLa (la sua email non sembra attiva)

Paolo Pasqualucci ha detto...


Gentile prof. Giacometti,
Grazie del suo interessamento al mio sito. Prendo nota del testo su Platone che lei mi suggerisce di leggere in questo suo commento. Cercherò di leggerlo quanto prima, anche se adesso sono fortemente impegnato, per poi cercare di commentarlo su questo stesso blog.
Mi ci vorrà comunque un po' di tempo.
Cordiali saluti,
Paolo Pasqualucci

Giorgio ha detto...

La ringrazio.

Solo due precisazioni: il testo non è su Platone, ma sull'essere cattolici. L'indirizzo corretto è il seguente: http://www.platon.it/2018/05/29/che-significa-essere-cattolici/
(il precedente indirizzo, che le ho indicato per errore, è quello di una pagina nella quale rielaboro il medesimo testo, conferendogli la forma di un dialogo, all'interno della sezione del sito dedicata mia più generale prospettiva, dunque è meno una replica alla sua prospettiva e più una proposta rivolta ai lettori del mio sito).

Buona Santa Epifania e buon anno.

Giorgio Giacometti